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venerdì 7 dicembre 2012
O via le caste o si muore
L'autore di questo articolo è Luigi Zingales, economista e docente alla University of Chicago.
Tutti ce l'hanno con i partiti, che in effetti hanno molte colpe. Ma il Paese è pieno di gruppi chiusi, che mirano solo a perpetuare i propri privilegi e le proprie rendite di posizione. Danneggiando tutti gli altri, specie i giovani.
Negli Stati Uniti la protesta ha scelto come obiettivo Wall Street, simbolo della finanza, il luogo dove lavora l'1 per cento più ricco della popolazione. Coloro che - secondo i manifestanti - avrebbero derubato il rimanente 99 per cento di un futuro migliore. L'Italia è messa molto peggio degli Stati Uniti. Quale dovrebbe essere l'obiettivo della protesta? Dove si annida l'1 per cento di privilegiati che impedisce il successo al rimanente 99 per cento? La risposta più naturale sarebbe Montecitorio, simbolo del potere politico. Non sono forse i politici che ci hanno ridotto in questa situazione? Ma è una risposta che oscura la vera fonte del problema. I politici li eleggiamo noi.
Riflettono gli interessi (le lobby) del nostro Paese. Negli Stati Uniti la lobby più potente è sicuramente quella finanziaria, da cui il luogo della protesta. Seguendo la stessa logica in Italia il luogo adeguato per la protesta dovrebbe essere la piazza centrale di ogni paese. Lì si annida la lobby più potente d'Italia: i notabili locali. A differenza dei ragazzini maleducati di Wall Street, si tratta di signori di buone maniere. Ma dietro la loro aria bonaria, non sono meno pericolosi. Molti di loro criticano i sindacati per la difesa corporativa del posto di lavoro, ma la loro difesa dei privilegi è più strenua di quella dei camalli del porto di Genova. Non lo fanno in piazza, ma nei corridoi dei palazzi, e proprio per questo hanno maggiore successo.
Chi sono i notabili della piazza centrale? C'è il farmacista, spesso figlio del farmacista del paese. Le farmacie godono di restrizioni imposte dallo Stato alla vendita dei medicinali. Queste restrizioni mantengono i prezzi elevati a danno dei consumatori. Anche le timide riforme di Bersani sono state affossate dal governo Monti. Il commissario europeo che ha osato sfidare Microsoft ha dovuto chinarsi di fronte alla lobby dei farmacisti. Sopra la farmacia in molti paesi c'è' l'ufficio del notaio, altra professione tramandata di padre in figlio e protetta dallo Stato, che limita il numero di notai e impone tariffe minime. Non è solo una tassa su tutte le attività produttive, ma anche uno spreco di cervelli. I guadagni gonfiati dai limiti alla concorrenza attirano nella professione molti giovani brillanti, che avrebbero potuto dedicarsi proficuamente ad attività più produttive.
A fianco del notaio nella piazza principale c'è l'ufficio dell'avvocato, un'altra professione spesso tramandata di padre in figlio, protetta da un ordine corporativo. Di fronte alla farmacia in molte piazze centrali c'è la sede di una banca. Una volta era una banca locale, oggi è parte di un gruppo nazionale. Ma anche qui i posti si tramandano di padre in figlio. Il motivo è che la banca non è gestita secondo criteri di efficienza, ma secondo criteri clientelari. Anche se perde, poco importa, tanto i principali azionisti non hanno messo i soldi loro, ma i soldi altrui. Anzi i soldi nostri, i soldi che appartenevano ai comuni e che oggi sono controllati da fondazioni gestite dai residui della prima Repubblica.
Il notaio, il farmacista, il bancario, l'avvocato e il presidente della fondazione si trovano tutti a prendere l'aperitivo al bar centrale, anche quello tramandato di padre in figlio. Questo settore, almeno, è competitivo. Ma anche il barista gode di un vantaggio: una certa tolleranza nell'applicazione delle leggi. La sua cucina non è proprio a norma e la cassiera non sempre emette lo scontrino fiscale. Ma con l'appoggio dei notabili clienti riesce a farla franca.
Ognuno difende strenuamente il proprio privilegio, non capendo che il privilegio mio è costo tuo. L'Italia si sta trasformando in una società per caste, dove i giovani non hanno futuro. La strenua difesa dei privilegi personali alla fine danneggia tutti. Ma nessuno è disposto a rinunciare da solo al suo privilegio. Se è l'unico a farlo, ci perde. Solo se tutti lo facciamo contemporaneamente, ci guadagniamo tutti. C'è bisogno di un patto civile per le riforme, dove tutti rinunciano a qualcosa, per guadagnarci tutti. Se Monti non è capace di farlo chi mai lo potrà fare?
mercoledì 24 ottobre 2012
VOGLIAMO TUTELARE IL LAVORO?
Partiamo dalla Costituzione:
art.1 << L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione>>;
art.4 << La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società>>
art.35 : << la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni.>>
Da nord a sud della nostra Italia, non si può far finta e stare in silenzio e non ascoltare la voce di tante persone che gridano la loro disperazione dinnanzi a situazioni economicamente disastrose, tanti sono gli esempi nella nostra Regione, la Sardegna: caso Keller, Alcoa, ecc. ecc.ecc.
Come nel resto d'Italia! tantissimi sono i casi.
Quanti accorati appelli! quante domande alla classe dirigente! Sembra proprio che le tante manifestazioni i tanti accorati appelli di centinaia di famiglie non vengano ascoltate.
Il lavoro, è lo strumento che fa muovere e sviluppare la nostra economia.
Famiglie senza lavoro, non consumano e tutto si ferma, si paralizza.
Occorrono riforme concrete per :
1) LE IMPRESE:
Sostenerle non solo nella nascita ma nella crescita. Questo potrebbe essere raggiunto attraverso formule di finanziamento non a fondo perduto, ma attraverso l'erogazione di mutui a lungo termine (30 anni) da restituire a tassi agevolati; Quindi si avrebbe un risparmio delle risorse pubbliche, eliminazione dei finanziamenti a fondo perduto. Verrebbero incentivate e finanziate le idee imprenditoriali per lungo periodo. Attraverso una preventiva analisi di mercato.
Le aziende sarebbero più produttive e competitive, sarebbe favorita altresì l'assunzione di personale, quindi impiego di forza lavoro, diminuzione di disoccupazione.
2) L'UNIVERSITA'
ELIMINAZIONE DELLE UNIVERSITA' A NUMERO CHIUSO. Tutti hanno, diritto in base alle proprie aspirazioni, a seguire un determinato percorso di studi, e certamente conseguiranno il proprio titolo di laurea solo con meriti.
Le università devono essere svecchiate nel senso che alla" teoria" deve contemporaneamente seguire "l'effettiva pratica" questo per facilitale l'inserimento dei laureati all'esercizio della professione.
Quanto ai rettori delle università devono essere eletti una sola volta per la durata di 5 anni di carica, per poi cedere il posto ad altro rettore. L'Università costituisce una grande risorsa dove attingere eccellenze dirette ad essere impiegate nella classe dirigente per concorrere allo sviluppo e alla crescita del paese.
3) INTRODUZIONE DEL LAVORO GRATUITO PER I CARCERATI
Sarebbe più utile che tutti coloro che hanno commesso un reato, restituissero in forma di lavoro il danno arrecato alla società, per aver commesso un reato.
Salvo i carcerati che per motivi di sicurezza devono stare in isolamento, tutti gli altri carcerati potrebbero essere impiegati in lavori di costruzione e ripristino di immobili, pulizia strade ecc. ecc., sempre sotto osservazione degli agenti penitenziari.
4) FORZE ARMATE
Potenziamento di tutte le forze armate, nel numero del personale e nella dotazione di mezzi e strumenti all'avanguardia. E' penoso sentire dire che non possono svolgere le loro funzioni con efficenza perchè non hanno mezzi idonei.
Occorre impegnare personale delle forze armate in operazioni di vigilanza e controllo più incisivo del territorio. Occorre diminuire le risorse destinate a missioni e impiegarle in altri settori.
Inoltre occorrerebbe procedere all'adeguamento degli stipendi, in particolare diminuzione degli stipendi degli ufficiali; Dovrebbe essere obbligatorio per tutti un test antidroga.
5) PROSTITUZIONE
Coloro che svolgono tale professione devono essere regolamentate attraverso apertura di partita IVA e regolare contribuzione. L'esercizio deve essere effettuato in apposite strutture assistite da apposito controllo medico per la prevenzione di malattie.
Non si può impedire l'esercizio della prostituzione, ma lo sfruttamento va punito severamente.
Questo per liberare le strade, e evitare di vedere scene sconcertanti anche alla luce del sole.
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